Chi desidera avviare l’attività di giardiniere in Italia deve prestare la massima attenzione alla scelta del codice ATECO in fase di apertura della partita IVA. Questa scelta non è meramente formale: utilizzarne uno errato, oppure sbagliare nell’inquadramento della propria attività, comporta rischio di sanzioni amministrative e fiscali molto pesanti, oltre a possibili problemi in fase di attribuzione di responsabilità o di accesso a particolari agevolazioni o bandi.
Il codice ATECO corretto per il giardiniere
L’inquadramento normativo identifica con precisione quale codice debba essere selezionato per chi si dedica alla cura e manutenzione di aree verdi. Il codice ATECO da utilizzare è il 81.30.00, denominato “Cura e manutenzione del paesaggio (inclusi parchi, giardini e aiuole)”. Questo codice copre una vasta gamma di attività, tra cui:
- Realizzazione, cura e manutenzione di parchi e giardini per abitazioni private e pubbliche, scuole, ospedali, cimiteri, aree industriali e commerciali.
- Manutenzione di aree verdi attinenti a infrastrutture: strade, ferrovie, porti, aeroporti, giardini pensili, verde verticale e giardini interni.
- Interventi su campi sportivi, aree da gioco, bacini artificiali, corsi d’acqua e parchi per uso ricreativo.
- Realizzazione di barriere verdi per la protezione da rumore, vento, erosione, visibilità e abbagliamento.
L’inclusione di queste specifiche mansioni distingue il lavoro di giardiniere da altre attività affini, come il florovivaismo o la semplice vendita di piante, che hanno codici ATECO diversi. Usare un codice errato può determinare l’inapplicabilità di alcuni regimi fiscali oppure l’impossibilità di svolgere certe funzioni legalmente riconosciute.
Requisiti e obblighi amministrativi
Oltre al corretto inquadramento ATECO, chi desidera operare come giardiniere deve assolvere a una serie di passaggi obbligatori:
- Iscrizione alla Camera di Commercio nella specifica sezione dedicata alle imprese della manutenzione del verde.
- Adesione alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS: è obbligatorio versare contributi previdenziali specifici per la categoria.
- Scelta e comunicazione del regime fiscale da adottare, come, ad esempio, il regime forfettario se si rispettano i requisiti previsti.
Da non trascurare è l’obbligatorietà di possedere specifiche abilitazioni e titoli professionali. Secondo la normativa più recente (legge n. 154/2016), per esercitare l’attività di manutenzione del verde è necessario avere almeno uno dei seguenti requisiti:
- Laurea (anche triennale) in discipline agrarie, forestali, ambientali o naturalistiche.
- Diploma quinquennale in materie agrarie e forestali, oppure qualifica o diploma di tecnico agricolo.
- Iscrizione a ordini professionali del settore agrario o forestale.
- Master post-universitario in gestione del verde o paesaggistica.
- In assenza di tali titoli, frequenza obbligatoria di un corso professionale di 180 ore con superamento di un esame finale.
Le conseguenze di un errore sul codice ATECO
Sbagliare il codice ATECO può generare una lunga serie di complicazioni, sia dal punto di vista fiscale che amministrativo. In particolare:
- Sanzioni amministrative e fiscali: l’utilizzo di un codice non coerente con l’attività effettivamente svolta comporta la segnalazione da parte degli enti preposti e l’irrogazione di multe che possono superare diverse migliaia di euro, anche in base alla gravità della violazione.
- Rischio di chiusura della partita IVA: in caso di reiterate irregolarità l’Agenzia delle Entrate può provvedere alla sospensione o chiusura della posizione IVA.
- Problemi con INPS: la gestione previdenziale è strettamente collegata alla corretta classificazione ATECO; errori nell’attribuzione possono condurre a recuperi contributivi e aggravi di costi previdenziali.
- Preclusione all’accesso a bandi e agevolazioni: in molti casi la partecipazione a bandi pubblici, concorsi o l’accesso a crediti agevolati richiede la perfetta corrispondenza tra attività svolta e codice ATECO dichiarato.
Infine, dal punto di vista assicurativo, anche la copertura INAIL contrae validità esclusivamente sulle mansioni dichiarate. Un errore di classificazione può invalidare la polizza in caso di sinistro.
Distinguere il giardiniere da altre attività del verde
È opportuno sottolineare che in ambito fiscale e amministrativo la distinzione tra giardiniere, florovivaista, agricoltore e altre figure professionali è fondamentale. Il codice 81.30.00 si applica alle attività di manutenzione e cura del verde, non alla produzione e vendita di piante su larga scala (che rientra in altri codici come il 01.19.10 per “Coltivazione di fiori in piena aria e in serra”). Scegliere il codice sbagliato, ad esempio quello agricolo o commerciale, può comportare:
- Obblighi e adempimenti diversi, anche rispetto ai permessi e alle normative sulla sicurezza.
- Applicazione di tassazioni differenti o mancata possibilità di aderire a regimi agevolati come il forfettario.
- Difficoltà nella fatturazione delle prestazioni, che devono rispettare il profilo identificato dal codice ATECO attribuito.
Essere precisi significa tutelarsi non solo contro sanzioni, ma anche contro contestazioni da parte di clienti privati o pubblici, ottenendo la possibilità di lavorare con serenità e nell’ambito della piena legalità.
Le raccomandazioni degli esperti
Le associazioni di categoria e i consulenti fiscali di settore ribadiscono l’importanza del supporto di un commercialista esperto in attività artigianali. Solo una valutazione puntuale consente di evitare errori nelle comunicazioni alla Camera di Commercio e di ottenere la giusta classificazione anche rispetto alle novità normative che, negli ultimi anni, hanno aumentato l’attenzione nei confronti delle attività di manutenzione del verde.
Si consiglia di mantenere sempre aggiornati i propri dati e di non improvvisare: i controlli incrociati tra Agenzia delle Entrate, INPS e Camere di Commercio sono sempre più frequenti e digitalizzati.
Operare come giardiniere in modo corretto significa rispettare la normativa vigente scegliendo con cura il codice ATECO 81.30.00, completando tutti gli adempimenti formali e investendo nella formazione professionale, per evitare pesanti sanzioni e assicurarsi una posizione lavorativa stabile e regolare in un settore sempre più strategico per la qualità della vita urbana.